Ogni lasciata è persa
Nel 1991 (ero poco più che ventenne) fui incaricata di organizzare - in soli 18 giorni - il mio primo importante evento: il party d'inaugurazione di una nuova sezione giovanile dell'allora P.S.I.
Non si trattava di una semplice festa ma dell'occasione principe per quel partito (all'apice della sua grandezza) di attrarre tesserati, simpatizzanti e potenziale elettorato giovane nella zona. I tempi stretti e le implicazioni d'immagine erano tali che chiunque al mio posto avrebbe esitato almeno un pochino nell'accettare. Complice l'incoscienza ed una già forte dose d'intraprendenza, elaborai una serie di iniziative per fare di quella serata qualcosa di unico ed irripetibile.
Innanzitutto la location. Riuscii ad ottenerne la disponibilità benchè non ne fosse mai stato consentito l'uso, prima di allora (e neanche dopo, mi risulta), a scopi privati. Questa cosa era ben nota agli abitanti della zona e quindi destò non poca meraviglia. Furono realizzate poche centinaia di esclusivi inviti riservati ad opinion leader in erba ed associazioni. Scelsi uno stile minimale e rigoroso, bianco-nero (vedi foto), precorrendo di qualche tempo quello che sarebbe stato il trend del decennio.
Pensai, inoltre, di integrare il budget messomi a disposizione dal partito con l'ingresso di due sponsor. Anche in questo caso puntai alto: Philip Morris e Coca Cola!
All'epoca sfoggiare un finanziatore "tabaccaio" era roba per pochi ed ancora, fortunatamente, politically correct. Incontrai poi una dirigente della Coca Cola Company presso la sede di Marcianise (CE) la quale mi anticipò che stavano per lanciare sul mercato italiano la versione Light (antesignana della più recente Zero) e quindi era entusiasta di poter unire idealmente i nostri rispettivi debutti, visto che il connubio sarebbe avvenuto sotto gli occhi dei media regionali.
L'appoggio della multinazionale delle bevande superò addirittura le mie più rosee aspettative. Nel primo pomeriggio del giorno X, come promesso, giunse un incredibile tir completamente rosso con serigrafata la celebre scritta in bianco sui lati e dal quale alcuni operai tirarono fuori arredi per esterni "brandizzati", maxi frigo bar fornitissimi e gadget per gli ospiti coi quali allestirono parte dei viali interni. Più tardi arrivarono anche fascinose hostess e steward di rosso e bianco vestiti, incaricati di servire da bere ai presenti la novità ipocalorica. Musica rock live seguita poi da un dj set fino a notte fonda fecero il resto. Soddisfazione: totale, per tutti.
Ho rievocato questo episodio da curriculum per rincuorare Antonio, attualmente alle prese con importanti impegni e con le correlate incognite che ogni nuovo ruolo comporta.
Non si trattava di una semplice festa ma dell'occasione principe per quel partito (all'apice della sua grandezza) di attrarre tesserati, simpatizzanti e potenziale elettorato giovane nella zona. I tempi stretti e le implicazioni d'immagine erano tali che chiunque al mio posto avrebbe esitato almeno un pochino nell'accettare. Complice l'incoscienza ed una già forte dose d'intraprendenza, elaborai una serie di iniziative per fare di quella serata qualcosa di unico ed irripetibile.
Innanzitutto la location. Riuscii ad ottenerne la disponibilità benchè non ne fosse mai stato consentito l'uso, prima di allora (e neanche dopo, mi risulta), a scopi privati. Questa cosa era ben nota agli abitanti della zona e quindi destò non poca meraviglia. Furono realizzate poche centinaia di esclusivi inviti riservati ad opinion leader in erba ed associazioni. Scelsi uno stile minimale e rigoroso, bianco-nero (vedi foto), precorrendo di qualche tempo quello che sarebbe stato il trend del decennio.
Pensai, inoltre, di integrare il budget messomi a disposizione dal partito con l'ingresso di due sponsor. Anche in questo caso puntai alto: Philip Morris e Coca Cola!
All'epoca sfoggiare un finanziatore "tabaccaio" era roba per pochi ed ancora, fortunatamente, politically correct. Incontrai poi una dirigente della Coca Cola Company presso la sede di Marcianise (CE) la quale mi anticipò che stavano per lanciare sul mercato italiano la versione Light (antesignana della più recente Zero) e quindi era entusiasta di poter unire idealmente i nostri rispettivi debutti, visto che il connubio sarebbe avvenuto sotto gli occhi dei media regionali.
L'appoggio della multinazionale delle bevande superò addirittura le mie più rosee aspettative. Nel primo pomeriggio del giorno X, come promesso, giunse un incredibile tir completamente rosso con serigrafata la celebre scritta in bianco sui lati e dal quale alcuni operai tirarono fuori arredi per esterni "brandizzati", maxi frigo bar fornitissimi e gadget per gli ospiti coi quali allestirono parte dei viali interni. Più tardi arrivarono anche fascinose hostess e steward di rosso e bianco vestiti, incaricati di servire da bere ai presenti la novità ipocalorica. Musica rock live seguita poi da un dj set fino a notte fonda fecero il resto. Soddisfazione: totale, per tutti.
Ho rievocato questo episodio da curriculum per rincuorare Antonio, attualmente alle prese con importanti impegni e con le correlate incognite che ogni nuovo ruolo comporta.
Etichette: comunicazione, marketingpark







1 Comments:
At 4:13 PM,
Antonio LdF said…
Titti grazie per la dedica.
Sei stata gentile e incoraggiante..come sempre daltronde.
Io sono dell'opinione che tutto è impossibile finché non si prova.
:-)
Un abbraccio cara madrina!
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