MarketingPark

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del marketing!

06 settembre 2007

No comment #2

Breve scambio epistolare (di questi giorni) con un noto giornalista-blogger.

Io: "Egregio X, vorrei un tuo parere (da addetto ai lavori, leggendo capirai perchè) in merito a questa faccenda. Grazie per la cortese attenzione e buon lavoro".

Lui: "Ho letto, ma non ho capito in cosa potrei essere utile, in fin dei conti sono un povero vecchio. Saluti".

Io: "Il tema implicito del post era la qualità delle notizie che ci vengono propinate. Un'opinione da chi produce informazione e cura un blog non mi sembrava una cosa incomprensibile. Fa niente, comunque. In questi casi si dice: sarà per la prossima volta. Saluti."

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23 agosto 2007

Best Regards #2

Egregio Sig. Paolo Martini,

Lei
soffermandosi (in buona fede?) sull'inevitabile folklore di una parte della Rete (quel folklore, se non di peggio, che peraltro abbonda anche sugli old media, basta dare uno sguardo ai palinsesti televisivi o alle testate roboanti) probabilmente non conosce (oppure conosce benissimo?) il potere mediatico di un blog e del Web, che può smuovere coscienze, essere di supporto a piccole o grandi problematiche anche a livello locale, dare voce a chi non ce la fa a farsi sentire.
Frequentare Internet e la blogosfera è un po' come entrare in libreria: se ci si fermasse solo al vistoso banco dei best sellers del momento si rischierebbe di perdere tutto quell'universo di piccoli editori, pubblicazioni varie, titoli ed autori collocati sugli ultimi scaffali, che meritano di essere scoperti anche se raramente si conquistano una recensione sul magazine più in.
Faccia ammenda oppure mi dia una sola buona ragione per condividere il Suo pensiero.

Cordiali Saluti

TZ

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21 agosto 2007

Punti di (s)vista

"Vai in internet e trovi il reality-show dei poveri. I blog sono il reality dei miserabili"
Paolo Martini - La Stampa (8 Agosto 2007)

Are bloggers part of the news media? The U.S. government - led by two of its most secretive agencies - is increasingly saying, "Yes, they are". The CIA recently updated its policies on Freedom of Information Act requests to allow bloggers to qualify for special treatment once reserved for old-school reporters.
ABC News (26 Luglio 2007)

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12 agosto 2007

Piccole sorprese dalla blogosfera


In tempo di ferie si può approfittare del tempo libero per andare alla riscoperta del "locale", non solo in fatto di luoghi ma anche di blog.
Io l'ho fatto ed ho così trovato un simpatico esempio di local blog. Un gruppetto di ragazzi bresciani, infatti, ha realizzato Il Pirlo.com dedicato all'omonimo cocktail cittadino.
Armati di intraprendenza e senso critico super partes, hanno testato di persona la tradizionale bevanda servita in vari bar e locali della città e del suo circondario, stilando severissime schede esperienziali (con foto) ed una classifica. Perchè si fa presto a dire Pirlo...

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06 agosto 2007

Un uomo d'altri tempi...

Pare si tratti di un quarantenne, ma sembra piombato tra noi da un'altra era. Probabilmente dev'essersi aperto uno di quei tunnel temporali sui quali hanno spesso teorizzato gli scienziati.

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Il "Fiorello" della blogosfera?


In un'edizione del TG5 di qualche giorno fa, nell'ennesimo servizio sui candidati alle primarie del PD, lo speaker di turno citando Mario Adinolfi lo ha definito "animatore di blog".
I presenti, spalancando gli occhi si sono poi rivolti a me per avere delucidazioni: "Cosa fa un animatore di blog?".
"Beh"
, ho risposto io, "è certamente uno che fa trenini coi blogger a suon di samba, poi li invita tutti a cantare Il Ballo di Simone a mani alzate oppure Gioca Jouer, sorveglia i babyparking per i blog in erba, organizza gare di bachata, tornei di bocce per vecchie blogstar e corsi di yoga per le geek!".

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26 luglio 2007

Di che "post" sono?

Probabilmente il test ha ragione: quel 44% denota proprio che sono poco blog-addicted.
Forse perchè intendo il blog come uno strumento di comunicazione e conoscenza, mentre i più lo usano per puro passatempo, rincorrendo trend e widget;
forse perchè (come pochi altri) mi sforzo ancora di raccontare qualcosa, di raccogliere sfide, supportare progetti innovativi, di produrre e diffondere idee, teorizzare, di contribuire ad una Comunicazione migliore, mentre altrove (proprio in queste ore) il top dei contenuti è rappresentato dall'ennesima catena di S. Antonio con link selvaggi scala-classifiche. Nella blogosfera bisogna talvolta procedere con circospezione e con il coltello tra i denti, mentre io preferisco la "modalità relax".
Un blog ecologicamente compatibile come il mio rischia quotidianamente l'estinzione, lo so, ma poco importa. Il bello del web è che esso "ricorda" a lungo, nulla va smarrito e qualche traccia del passaggio di "vita intelligente" rimarrà certamente a disposizione dei nostri posteri :-)

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24 luglio 2007

Quando la battuta sorge spontanea

Se in nomina sunt consequentiae rerum anche stavolta ci siamo.
Ho letto in giro che la signora ha un suo blog e si chiama Barbablog. Ok, lo visito e la prima cosa che leggo è un disclaimer che fa tanto "carta stampata" (dove notoriamente le missive dei lettori subiscono censure e "diete dimagranti" prima di essere pubblicate) e che riporto testualmente:

"Non ve la prendete se il vostro commento verrà tagliato, modificato o eliminato: per evitare che questo succeda, sforzatevi di essere concisi, di rispettare persone e opinioni, e per quanto possibile di non andare fuori tema. Cercheremo di farlo anche noi."

La mia attenzione si sposta poi su un post, il cui titolo sembra qualcosa a metà tra uno sbadiglio e un verso di disgusto, ove colgo (ma è una mia impressione) la solita distaccata sufficienza - tipica di chi ha ben stretto in mano il tesserino dell'Ordine e a cui siamo ormai abituati - per sfiorare l'argomento blogger.
Fuga. Tempo di permanenza sul blog: 2 minuti e 37 secondi. Una barba...e scusatemi il gioco di parole.

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21 luglio 2007

Salvation! Salvation!

L'ultima frontiera del giornalismo è forse questa? E a chi invoca inchieste e scoop, gli si può proporre quest'altro?
E pensare che qualcuno, nei giorni scorsi, dal fronte dell'informazione ufficiale si è addirittura offerto di aiutare i poveri e sprovveduti lettori di blog offrendo loro un vademecum, una ideale "bussola" per meglio comprendere chi leggere e chi no nella jungla quotidiana della blogosfera italiana.
E a chi rischia di perdersi tra i contenuti delle testate altisonanti chi ci penserà?

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10 luglio 2007

Bastian contraria

Io capisco le perplessità del Sig. Del Boca.
Probabilmente fa le medesime considerazioni anche chi, abituato a leggere solo la "carta stampata", si trova per la 1° volta davanti ai soliti blog che all'unisono parlano puntualmente - tutti i santi giorni - degli stessi argomenti, peraltro neanche di vitale importanza come Twitter o iPhone.
Ciò accade anche sui media tradizionali, sia ben inteso. Anzi lì dà ancora più fastidio perchè i temi leggeri (gossip, showbiz etc.) vengono strategicamente trattati (persino in prima pagina e massicciamente) proprio quando il Paese attraversa momenti delicati su fronti ben più seri.
Una parte di blogosfera deve comunque interrogarsi (se vuole) sull'immagine che dà di sè al neofita lettore. La prima impressione è che i blogger siano un manipolo di sfaccendati girovaghi barcampeggiatori e conferenzieri, che vivono con videocamera bionicamente attaccata pronti a riprendersi l'un l'altro in un vorticoso loop impazzito di "io c'ero". Sono anni, ormai, che per alcuni va avanti così. Fate un test. Prendete 3 o 4 blog a caso rappresentativi di quanto detto sopra e sfogliatene l'archivio. Noia.
Stampa, tv o blog che siano, quando non hanno più nulla di nuovo da dire sono destinati a morire e non ci sarà ombrosa quercia, abili "giochi di squadra" o pseudo-influenza a salvarli.

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15 giugno 2007

Metafore bovine

Lo stato brado probabilmente a qualcuno non piace. I grandi allevatori stanno arrivando, ed ecco spuntare i primi recinti riservati ai capi più docili. Attenzione, gli indomiti sono ancora in circolazione ed hanno pure il latte più buono, lo sanno tutti.

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31 maggio 2007

Pink blog

Di Cenerentole non ce n'è (brava Mafe, leggere i commenti please). Diciamo piuttosto le cose come stanno: le metriche di certe classifiche sono discutibili e basta, e se qualcuno non ci metterà seriamente mano vuol dire che gli fa comodo così. Stop.

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Consigli

Che il vento stesse cambiando lo si era capito. Le abnormità ormai sono evidenti. Che sia arrivato il momento di prendere sul serio certi suggerimenti prima di scadere inesorabilmente nel ridicolo?

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23 maggio 2007

Blog Excellence Awards 2007

Alex mi ha segnalato che la sua AAA Copywriter Pubblicità Varese e l’Informatica Friuli, si sono unite per promuovere gli autori di blog meritevoli attraverso un concorso intitolato "Blog Excellence Awards 2007", riservato a coloro che trattano di Advertising, Marketing e Web Marketing.
Come funziona?
Vengono presi in considerazione singoli post sui diversi blog, che dovranno essere proposti da blogger diversi dagli autori. Ogni singola proposta per un post equivale ad un voto di preferenza. Vince l'autore il cui post raggiunge il massimo numero di preferenze, e così il secondo e il terzo classificato, e ad ogni post votato verrà assegnato un riconoscimento e un link.
Cosa si vince?
Niente di tangibile, non ci sono premi di valore ma visibilità e popolarità per tutti. Infatti a ciascun post votato verrà riservato un link sui siti promotori e un banner da esporre sul proprio blog.
Per ulteriori informazioni potete contattare Alex via email oppure visualizzare il regolamento completo per le tre sezioni del concorso.



Technorati

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15 maggio 2007

Vox populi

Il sondaggio provocatorio che ho aperto lo scorso 18 Febbraio proponeva un argomento scomodo, una domanda che a tanti di noi dev'essere prima o poi passata per la testa: I blogger sono vacche da mungere?
Il poll non è sfuggito alle antenne vigili di Marketing Routes (Jacopo è molto sensibile a certi temi), così qualche settimana fa ha voluto segnalarlo anche ai suoi lettori.
Il risultato ad oggi non è edificante, benchè le due risposte preimpostate non consentissero comunque un'ipotesi totalmente positiva:

  • Sì, basta che non se ne accorgano - 58,18%
  • No, uno sbugiardamento pubblico è per sempre - 41,82%

Lo stato dei fatti, signori, è questo purtroppo, e ce ne dovremo fare una ragione. Vorrà dire che terremo tutti alta la guardia contro il furbo di turno che vorrà palesarsi nei nostri paraggi. Uomo avvisato...

P.S.
Mancano 4 giorni alla chiusura del sondaggio. Vi va di ribaltare l'attuale risultato?

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24 aprile 2007

Qualcuno deve pur dirlo

Anni di comunicazione hanno lasciato un segno su di me. Ognuno ha le sue deformazioni professionali che poi trasferisce inevitabilmente (e costruttivamente) anche nel suo quotidiano.
Io ho la fissa della forma perchè, per quanto se ne disquisisca, l'abito fa ancora il monaco. Amen.
Stavolta a toccare il mio "nervo scoperto" è il titolo di un workshop sul tema blogosfera, il cui claim è "Come i blog cambiano il rapporto fra persone, imprese e informazione": il seminario si chiama "Conversazioni dal basso".
Dal basso? Come dire: terra-terra. Nei miei dubbi non sono stata da sola, a giudicare da certi interventi.
Senza addentrarmi nella bontà dell'iniziativa, non ho capito perchè marchiare l'evento con un titolo a dir poco infelice quando, a volte, pure un dettaglio può rallentare l'ingresso - anche ideologico - della blogosfera sul "parterre de roi" dei media.

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23 aprile 2007

Non fiori ma opere di bene?

Il blogger è diventato indubbiamente un target appetibile. I rischi per alcuni possono essere questi, ma i benefici sono invece ben altra cosa e ne possono fruire tutti (con buona pace di statistiche e classifiche varie).

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22 aprile 2007

Red carpet etiquette

Premessa
Forse non tutti sanno che esiste un bon ton convenzionalmente adottato in un'occasione particolare quale il passaggio sul cosiddetto tappeto rosso.
Lo "zerbino" più celebre della serie è certamente quello che vede sfilare le star della notte degli Oscar, perchè storico (per numero di edizioni), seguito da qualche miliardo di telespettatori nel mondo e con una presenza impressionante di media. La "red carpet etiquette" (di seguito indicata con RCE) prevede una serie di regole non scritte sul come camminare - o meglio, incedere - vestirsi e sorridere a favore dei teleobiettivi; suggerisce la corretta impostazione dello sguardo, i gesti di saluto verso i fan ma anche quelle poche e amene parole da rivolgere a chi fa "gli onori di casa" o ai giornalisti accreditati presenti sul magico percorso per strappare ai divi una dichiarazione al volo.

Un tappeto rosso pare essere riservato, insomma, a pochi fortunati viventi. Esso però è anche un luogo maledetto ove ogni errore, inciampo o parola sbagliata viene inesorabilmente amplificata dai media, con ricadute imprevedibili sull'immagine dell'incauto personaggio di turno, perchè in certi contesti basta davvero poco per fare pessimo marketing di sè stessi. Inoltre, un red carpet non è per sempre cioè, tranne che per alcuni talenti riconosciuti, non ricapita a tutti di calcarlo ancora nella vita.

Il caso
Nelle ultime settimane ho letto del cosiddetto "codice etico dei blogger". Non sono mancate le varie interpretazioni ed opinioni in merito alla questione rimbalzata tra noi (e non se ne sentiva la mancanza) dall'altra sponda dell'oceano. As usual...
Invece che proferire anche la mia sul tema ormai già stracotto, vorrei volgere lo sguardo appena un po' più in là da quello sopra accennato per toccare un aspetto forse "antigienico" ed impopolare che molto ha a che fare col RCE della premessa di questo post: e se invece di codice etico parlassimo di "bon ton del blogger"?
Le buone maniere equivalgono da sempre al rispetto verso gli altri e nel caso della blogosfera dovrebbe essere quello rivolto ai propri lettori ed agli altri titolari di blog.
Se poi il blogger, per vari meriti, ha l'opportunità di trovarsi pure sul "tappeto rosso" della blogosfera, le buone maniere sono il minimo dovuto verso chi lo legge o cura, come lui ma con diversa fortuna, un blog.
L'uso improprio dell'uditorio, invece, sembra essere divenuto abitudine e - ciò che è peggio - passa pure sotto silenzio.
Per uso improprio intendo anche l'attitudine di alcuni (per fortuna pochi) di bollare periodicamente - con cadenza quasi scientifica al fine forse di rinnovare le distanze tra sè e tutti gli altri - alcune categorie di blog. Si fa così ricorso a discutibili appellativi come "coda lunga" oppure promuovendo forme di mecenatismo peloso più o meno ludiche e "z-list" (altro infelice neologismo) per "donare" un po' di visibilità a blog di tutto rispetto (di nicchia o tecnici) che, volendo, si potrebbero segnalare diversamente ai propri lettori con azioni classiche (link nel blogroll o citazioni all'interno di un post) o apportatrici di vero valore.
Questione di forma oltre che di sostanza e certe scelte, ahimè, possono permettersele solo quelli che non sentono il fiato sul collo della concorrenza, anche in erba.


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16 aprile 2007

Lunga vita alla signora!

Stamattina, dopo ben 5 caffè ed una ventina tra magazine e quotidiani, leggo finalmente una vera buona notizia: una simpatica signora di "soli" 107 anni ha deciso che era giunto il momento di aprire...un blog!

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09 aprile 2007

I blog e le sfide impossibili

Fare giornalismo d'inchiesta.
Difficilmente un blogger potrà farsi carico dei costi che comporterebbe un certo modo di produrre informazione nonchè delle responsabilità derivanti dalla pubblicazione di materiale "scomodo" o compromettente. I giornalisti, invece, sono tutelati anche legalmente dall'editore e dalla testata per cui lavorano.

Garantire guadagni adeguati a chi diffonde idee innovative o produce contenuti di qualità.
I professionisti che affidano quotidianamente ai propri blog ipotesi, teorie e visioni sono tanti. Leggo molti contributi eccellenti (per ricerca e lavoro a monte dei testi) sui più disparati argomenti che, ahimè, non sfuggono neanche al furbo di turno - anch'egli addetto ai lavori - pronto a far man bassa di ciò che gli occorre: idee e suggerimenti preziosi, raccoglibili senza fatica e spendibili subito. Documenti, immagini e quant'altro presi senza permesso ed in barba a tutte le licenze ed alla decenza. Qualcuno alla fine ci avrà guadagnato qualcosa e, statene certi, non si tratta sempre del legittimo autore.

Diventare il migliore dei mondi possibili.
La blogosfera non è immune da vizi ed interessi. Sul suo terreno si giocano ogni giorno partite e giochini, si testano equilibri e relazioni, reputazioni e leadership presunte.
Eppure, senza padroni nè editori, in una landa così immensa e gratuita i coloni/blogger potrebbero davvero costruire un mondo ideale e giusto. Per ora non è così e gli idealisti della prima ora dovranno farsene una ragione.


Technorati

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