Premessa
Forse non tutti sanno che esiste un bon ton convenzionalmente adottato in un'occasione particolare quale il passaggio sul cosiddetto
tappeto rosso.
Lo "zerbino" più celebre della serie è certamente quello che vede sfilare le star della notte degli Oscar, perchè storico (per numero di edizioni), seguito da qualche miliardo di telespettatori nel mondo e con una presenza impressionante di media. La "red carpet etiquette" (di seguito indicata con RCE) prevede una serie di regole non scritte sul come camminare - o meglio, incedere - vestirsi e sorridere a favore dei teleobiettivi; suggerisce la corretta impostazione dello sguardo, i gesti di saluto verso i fan ma anche quelle poche e amene parole da rivolgere a chi fa "gli onori di casa" o ai giornalisti accreditati presenti sul magico percorso per strappare ai divi una dichiarazione al volo.
Un tappeto rosso pare essere riservato, insomma, a pochi fortunati viventi. Esso però è anche un luogo maledetto ove ogni errore, inciampo o parola sbagliata viene inesorabilmente amplificata dai media, con ricadute imprevedibili sull'immagine dell'incauto personaggio di turno, perchè in certi contesti basta davvero poco per fare pessimo marketing di sè stessi. Inoltre, un red carpet non è per sempre cioè, tranne che per alcuni talenti riconosciuti, non ricapita a tutti di calcarlo ancora nella vita.
Il casoNelle ultime settimane ho letto del cosiddetto
"codice etico dei blogger". Non sono mancate le varie interpretazioni ed opinioni in merito alla questione rimbalzata tra noi (e non se ne sentiva la mancanza) dall'altra sponda dell'oceano. As usual...
Invece che proferire anche la mia sul tema ormai già stracotto, vorrei volgere lo sguardo appena un po' più in là da quello sopra accennato per toccare un aspetto forse "antigienico" ed impopolare che molto ha a che fare col RCE della premessa di questo post: e se invece di codice etico parlassimo di
"bon ton del blogger"?
Le buone maniere equivalgono da sempre al rispetto verso gli altri e nel caso della blogosfera dovrebbe essere quello rivolto ai propri lettori ed agli altri titolari di blog.
Se poi il blogger, per vari meriti, ha l'opportunità di trovarsi pure sul "tappeto rosso" della blogosfera, le buone maniere sono il minimo dovuto verso chi lo legge o cura, come lui ma con diversa fortuna, un blog.
L'uso improprio dell'uditorio, invece, sembra essere divenuto abitudine e - ciò che è peggio - passa pure sotto silenzio.
Per uso improprio intendo anche l'attitudine di alcuni (per fortuna pochi) di bollare periodicamente - con cadenza quasi scientifica al fine forse di rinnovare le distanze tra sè e tutti gli altri - alcune categorie di blog. Si fa così ricorso a discutibili appellativi come "coda lunga" oppure promuovendo forme di mecenatismo peloso più o meno ludiche e "z-list" (altro infelice neologismo) per "donare" un po' di visibilità a blog di tutto rispetto (di nicchia o tecnici) che, volendo, si potrebbero segnalare diversamente ai propri lettori con azioni classiche (link nel blogroll o citazioni all'interno di un post) o apportatrici di
vero valore.
Questione di forma oltre che di sostanza e certe scelte, ahimè, possono permettersele solo quelli che non sentono il fiato sul collo della concorrenza, anche in erba.