MarketingPark

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del marketing!

03 agosto 2007

Il "sorvegliato speciale"




Aperitivo "gardesano" l'altra sera con un mio amico produttore tedesco di passaggio in Italia e sul lago.
Ad un certo punto da una Z4 nera appena arrivata nei paraggi si ode una hit. Abbiamo realizzato subito che si trattava del nostro "francese" preferito.
"Ricordi Bob Sinclar?", gli chiedo.
"Zupa", risponde ("super" i tedeschi lo pronunciano così). Così ho colto subito l'occasione per fare con lui un piacevole amarcord, perchè sul noto dj/producer d'oltralpe un tempo facemmo una scommessa (ampiamente vinta) e più volte i nostri destini si sono incrociati.
Era il 1998 quando Sinclar invase le dancefloor con la sua "Gym Tonic", realizzata col sample di Jane Fonda mentre impartiva una lezione di aerobica. Poco dopo arrivò la straordinaria "My Only Love" e fu allora che Bob divenne un "sorvegliato speciale". Alcuni colleghi furono scettici: il "nostro" non sarebbe sopravvisuto alla fine del millennio. Noi invece vedemmo giusto. Sapevamo che stava lavorando al nuovo album ("Champs Elysées", come il titolo di una track) e nella mia etichetta un "segugio" era già stato allertato dal boss per acquisirne prontamente i diritti per l'Italia. E così fu. Tra il 2000 ed il 2001 il cd uscì nei negozi, annunciato dal singolo "I Feel for You" con annesso video ove Bob Sinclar appariva fascinoso e misteriosissimo.
Il resto è storia recente...







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01 agosto 2007

Chi ha ragione?

ELTON JOHN: INTERNET CI ROVINA, CHIUDIAMOLO!
(01/08/2007, ore 18,36 - Fonte: ANSA)


INTERNET: VENDITE ALBUM+44%. La musica digitale ha fatturato 7 mln di Euro nel primo semestre (dati FIMI).
(01/08/2007, ore 16,40 - Fonte: ANSA)

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31 luglio 2007

90's memorabilia


Autografo di Tim Simenon, producer (Bomb the Bass, Neneh Cherry, Bjork ed altri), su una copia de "La Storia della House Music" regalatami dall'autore (ed ex collega) Riccardo Sada.

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30 luglio 2007

Vips

Non si è mai troppo bravi o troppo famosi!

Io: "Ti va di fare ora quell'intervista di cui ti ho parlato qualche giono fa? Mi hanno gentilmente chiamata dalla redazione di Xxxxx per avvisarmi che tra due ore chiudono il numero di Ottobre e se non gli invio il testo in tempo saranno costretti a pubblicarlo sul prossimo".

Lui: "Le interviste le faccio quando decido io e non vorrei farmi comandare da chi, come te, guadagna in un mese quello che a me danno per un'ora di consolle!".

Ok, che genio. Tanto tra un po' sparirai e non ci sarà più nessuno a pregarti di proferire alcunchè, pensai.
Non mi sbagliavo.
Finale della storia: mi risulta che il tipo oggi non se lo ricordi più nessuno, praticamente scomparso dalle chart, dalla stampa in generale e, ciò che è peggio, non è mai entrato nella mia hall of fame :-)
Forse ha pure cambiato mestiere.

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02 luglio 2007

Quale futuro per i videoclip nelle strategie promozionali dell'industria discografica?

Il presidente di Universal Music, Doug Morris, si è scagliato più volte contro MySpace e YouTube, rei - a suo dire - di infrangere i diritti d'autore mettendo a disposizione degli utenti migliaia di video musicali. Egli ne vorrebbe - in pratica - ridurre drasticamente la libera diffusione, ma non sono pochi i personaggi che temono negativi effetti boomerang di tali iniziative sulla loro immagine.
Vale la pena ricordare che i video musicali nacquero, alcuni decenni or sono, per fungere da spot promozionali agli artisti ed amplificare la loro presenza televisiva da un capo all'altro del globo perchè, come noialtri mortali, anch'essi non erano dotati del dono dell'ubiquità.
Citando quanto già scrissi un anno fa sul tema, in virtù della natura pubblicitaria dei videoclip, andrebbe incentivato il loro libero scambio tra siti, utenti e media in generale. Le etichette discografiche, a mio avviso, dovrebbero fornire spontaneamente i file audiovisivi - mettendoli a disposizione in apposite aree sui loro siti aziendali -anzichè ostacolarne la diffusione. Ci sono autori, come i Groove Armada, che assecondano invece - già da tempo e senza stress - i desideri dei loro fan. Ho chiesto un parere anche ad alcuni giovani "addetti ai lavori".
Steph Mazzacani, produttore discografico in Oxyd Records avvalora sostanzialmente la mia visione: "Secondo me il fatto che YouTube permetta la diffusione dei video è una gran cosa e positiva, perchè altrimenti i video li vedremmo solo su MTV o altri network televisivi, con una durata minima di vita che di solito varia dai 2 ai 4 mesi (dipende dal successo del brano) mentre sul web vi è un'esposizione maggiore, piu' duratura. La promozione in Rete è maggiore: chi è interessato a visionarlo lo trova subito e puo' girarlo con un semplice link agli amici. I video sono importanti, ma costosi da produrre e non si usano abbastanza anche perchè nessuno compra un video musicale di un singolo, al limite se lo trovasse in Mpeg già sul cd single come bonus...ma poichè di singoli non se ne vendono piu', sarebbe un'ottima cosa se chi lo volesse comprare potesse trovare anche un portale dove potersi scaricare il video a pagamento, proprio come accade per i brani audio".
Nick Ferrando, produttore e fondatore della label Music in Head va oltre: "Che il videoclip sia veicolo promozionale non vi è alcun dubbio, così come è indubbia l'ignoranza e la lentezza di parecchi managers e impiegati delle multinazionali in varie parti del mondo, inclusa (e specialmente) l'Italia. Scagliarsi contro MySpace o YouTube è certamente perdere in partenza come all'epoca fu per l'attacco a Napster (acquisita poi da BMG che la trasformò in un megaflop). Tuttavia anche lasciare aperta la strada ad un "tutti hanno tutto gratis" è un rischio mortale per gli artisti e per i pochi seri che lavorano nel business della musica. Da tempo organizzazioni mondiali quali l'IFPI stanno cercando di regolamentare i diritti d'autore digitali, così che i contenuti in streaming ad esempio (gratis per gli utenti, ma a pagamento per coloro che pubblicano tali contenuti) vengano retribuiti in maniera equa. Creare musica ha dei costi, così come produrla, arrangiarla, diffonderla. È vero che oggi si può produrre a costi molto più contenuti rispetto a solo 5 anni fa, tuttavia gli artisti vanno pagati, i turnisti anche, i registi, i direttori della fotografia, i montatori pure. Per concludere ti posso dire che il futuro per artisti e addetti ai lavori è davvero in una fase di ripresa; viviamo in un momento storico, sia per il business che per le opportunità di emergere. Vi sono numerosi esempi ora (vedi la storia di Ari Hest) di artisti che hanno conquistato con i propri mezzi un contratto discografico importante. Casi analoghi vi sono anche in Europa come Kate Walsh, senza etichetta (usando un servizio tipo CDBaby) ha pubblicato il suo album su iTunes e ha conquistato le classifiche di iTunes Uk in poco tempo. Poco dopo ha firmato con Universal. Quindi, si lavora un pò al contrario. Prima emergi, vendi i brani on-line, costruisci la tua comunità on-line, poi l'etichetta ti firma un contratto e ti distribuisce nei suoi canali. Bizzarro, ma il music business è anche questo".

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14 aprile 2007

Uno e trino

C'è stato un momento del mio già non prevedibile percorso professionale in cui ho seriamente pensato di convogliare tutte le mie energie (e quel 6° senso che da sempre mi assiste) in un'attività che in fondo, per gioco ed in maniera indiretta grazie ai "miei" dj, avevo trovato sempre appassionante.
Il mestiere in questione, che per convenzione viene definito da una quasi sigla ovvero A&R, è di quelli che si abbracciano quasi involontariamente e dove si capisce subito se è o meno il caso di continuare, anche se una hit però non fa primavera!
In questa figura convergono varie competenze che in certi contesti aziendali prevederebbero più posizioni: product manager, brand manager, marketing manager.
Uno A&R ha una certa cultura musicale - nel senso che ne conosce generi e sfumature ma anche e soprattutto i mercati ed i gusti (aggiornati) del pubblico, nazione per nazione (geomarketing, in pratica, della musica) - ed intuito.
Egli valuta i demo che pervengono presso la sua etichetta discografica, pianifica carriere musicali, scova talenti, prevede successi e declini piazzando - sul mercato giusto ed al momento giusto - questo o quell'artista.
Uno dei più noti A&R del mondo è Pete Tong, il più longevo (per permanenza) dj/producer in forze a Radio 1 - BBC. A lui dobbiamo l'alba del genere House (in quel di Chicago, nella metà degli anni '80) nonchè la scoperta di tanti talenti grazie alle sue azzeccatissime track list ove vengono ospitati nomi noti e nomi sui quali Tong scommette.
Il suo show Essential Mix va on air da anni, ha ospitato live alcuni dei "miei" di cui sopra (in puntate dedicate, monografiche eh), realizzato in studio o da celebri location come lo Space di Ibiza. Omologhi di Tong da noi potrebbero essere considerati Claudio Cecchetto o Albertino (Radio Deejay), ma molti in realtà lavorano nell'ombra, coccolati e contesi dalle major.
Nel tempo ho saputo resistere alla tentazione, ma chi conosce la fondatezza delle mie previsioni spesso mi sottopone l'ascolto di brani per un consiglio :-)


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25 gennaio 2007

Erase/Rewind

La Cote anche quest'anno ha offerto grandi opportunità al musicbiz. Peccato il tempo, quasi "bresciano": cielo coperto ed umidità. Anche al Palais c'era tanta Brescia (con Time in testa) come sempre.
L'Italia resta ancora un buon punto di riferimento per le produzioni dance-commerciale ed house, mentre il “french touch” ha assunto connotazioni “di nicchia”, per intenditori. Al Midem si incontra e si reincontra. Nell'industria discografica (come nei media) c'è un forte turnover ma poche le facce veramente nuove e tanti, invece, i passaggi da una label all'altra. Una volta l'anno, insomma, si aggiornano le agende e si dà finalmente un volto a tante voci e nomi.
Infatti molti mi ricordavano ancora come Head Press Office of...

A differenza di altri eventi business, qui sono out tailleur, cravatte e...banalità!
Le mise sono generalmente informali ma originali, ciò per aiutare a ricordare meglio le numerose persone con cui si viene a contatto. Anche il mio look (potrei definirlo siberian punk) probabilmente verrà ricordato a lungo: abito nero senza maniche con drappeggio laterale (credo ne indossasse uno simile Debbie Harry in un suo celebre video) e cappello di volpe!

Tra gli eventi esclusivi che hanno "coccolato" i partecipanti (molti li ho persi, avendo raggiunto Cannes solo negli ultimi 2 giorni della manifestazione), ricordo il solare Sounds of Jamaica con Shaggy ieri sera all'Hotel Mediterranèe.
Potere del reggae e del beverage: il freddo non si sentiva più!

Ed ora le buone notizie.
La blogosfera, in questa edizione 2007, è stata considerata un media a tutti gli effetti.
Gli organizzatori del Midem hanno inserito questo nuovo canale tra quelli monitorati quotidianamente alla ricerca di articoli e recensioni per il report riservato agli addetti ai lavori.
Altro segno dei tempi.
La old industry si è posta quesiti fino a qualche tempo fa impensabili.
Tra i workshop, infatti, spiccavano titoli come “Power to the Consumer”, “I’m the Consumer. Do you know me?”, “Virtual Worlds – Real Money?”, “DRMs – Do we really need’m?”.

Il prossimo appuntamento per i professionisti della musica sarà a Miami, per l’attesissima WMC - Winter Music Conference.


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02 gennaio 2007

Mucha energia

Ogni anno, a Gennaio, l'industria discografica si incontra al Midem di Cannes.
Personalmente, la trovo un'ottima occasione per rinfrescare i contatti con gli addetti ai lavori (provenienti da tutto il mondo) ed i media di settore.
Di sera, poi, è un turbinìo di eventi, dj set, party organizzati dalle etichette musicali (indimenticabili quelli all'Hotel Martinez, con annesse abbuffate di sushi).
Vi consiglio anche l'imperdibile mangiata di crostacei nei caratteristici ristorantini nei pressi del Palais du Cinema ed il giro di shopping, favoriti dal clima quasi primaverile che in questo periodo dell'anno potete trovare lì.
A lato, il logo della manifestazione 2007 ed una mia foto relativa ad una edizione precedente.


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